Nicoletta Mazza, partiamo dalla trasferta di Frosinone. Sono passati alcuni giorni, cosa temiamo e cosa dobbiamo lasciarci alle spalle di questa trasferta?
“Teniamo la reazione delle ragazze e la voglia che abbiamo avuto di cercare di vincere la partita, anche quando non si era messa benissimo. Sicuramente c’è ancora del rammarico, c’è stato durante tutta la settimana, però poi ci siamo concentrate su quello che deve succedere ancora. Con un grande equilibrio, come quando si vincono delle partite, si va avanti col lavoro e si cerca di migliorarsi”.
Arriva il Como, è la partita che si stava aspettando. Ci si arriva non nella posizione in cui ci si voleva arrivare, perché il divario è purtroppo aumentato a 7 punti. L’ultima chiamata?
“Sicuramente l’ultima chiamata per cercare di rimanere attaccate alla corazzata Como. Proveremo a fare la partita che serve per riuscire a batterle. Non si sa mai, abbiamo le stesse possibilità al minuto zero della partita, quindi ce la giocheremo con tutte le nostre forze. Sarà una prestazione che chiederà il massimo da parte di tutte le ragazze”.
Ci si arriva con l’infermeria un po’ piena purtroppo. Non bisognerà sbagliare niente, nessun dettaglio.
“Le partite con le squadre organizzate e forti come il Como sono così. Puoi perdere anche quando non concedi nulla, quindi se sbagli qualcosina loro ti mangiano. Sono lì per questo e meritano di occupare la posizione e di avere i punti che hanno. Sicuramente noi faremo una grande partita. Queste ragazze hanno fatto sempre quest’anno delle partite eccezionali contro squadre forti, quindi mi aspetto anche questo giro una grande partita”.
Como era già la favorita all’inizio stagione, sul mercato di gennaio si è rinforzata ancora di più. Basta fare un nome: Giacinti. Come si affronta questa squadra?
“Con grande serenità. Sappiamo che in campo abbiamo diversi valori, ma questo è il gioco di sempre e vale per tutti. Ci proveremo pensando che mettercela tutta e cercare di portare a casa un risultato può essere per noi il risultato della stagione. Si sono rinforzati perché probabilmente temevano le seconde e le terze in classifica, altrimenti sarebbero rimaste già con la corazzata che hanno. Correre ai ripari con una giocatrice di quel livello lì, secondo me la dice lunga sul livello del campionato e sul fatto che comunque anche se è una squadra fuori dalle righe potresti davvero vincere e perdere con tutti”.
