Paolo Sammarco, l’amarezza per il risultato finale non deve cancellare quanto di buono fatto da questa squadra che ha saputo reagire dopo essere andata in svantaggio 2-0, è quasi arrivata al pareggio con inferiorità numerica.
«Sì, dispiace sicuramente di non aver portato a casa niente, purtroppo il primo quarto d’ora iniziale ci ha penalizzato, dopo la squadra come hai detto ha avuto una grande reazione, siamo stati lì sul pezzo, abbiamo accorciato le distanze e per il secondo tempo l’abbiamo spinto praticamente solo noi e anche in dieci, nonostante l’inferiorità numerica, i ragazzi ci hanno provato fino alla fine».
Sarà esperienza importante questo inizio di gara contro una squadra così forte come diceva lei, con calciatori anche di categoria superiore bisogna iniziare subito forte.
«Dispiace perché l’avevamo preparata con una partenza forte noi, invece la loro partenza è stata letale, non siamo stati bravi a reggere l’urto e siamo andati in difficoltà, come dico sempre in quei momenti bisogna stare uniti e far passare l’ondata, invece abbiamo subito il secondo gol su un errore, su un calcio d’angolo che può capitare ma in quel momento bisognava essere più lucidi. Poi però devo dire che come ho detto prima i ragazzi ce l’hanno messa tutta fino alla fine e questo è l’aspetto che vogliamo portarci avanti».
C’è da sottolineare la consapevolezza poi soprattutto dopo il palo colpito da Anatriello di poter far male, di poter recuperare la partita, impattanti anche i cambi che hanno dato la scossa giusta e poi quella grandissima occasione di D’Agostino nel finale.
«Sì i ragazzi sono entrati molto bene, ci hanno portato quasi al pareggio, c’è poco ancora da dire, bisogna ripartire con un grande entusiasmo, un grande voglia di lavorare, sapendo qual è il nostro campionato e sicuramente è diverso da quello del Cittadella».
C’è comunque orgoglio stasera.
«Sì sì, perché l’ho detto anche alla squadra che io di solito non parlo mai dopo la partita, ma per 70 minuti abbiamo giocato alla pari se non qualcosa di più del Cittadella. E questo lo ho detto ad ognuno dei ragazzi, sapendo che sarà un percorso pieno di difficoltà, ma con il lavoro loro e tutti uniti possiamo giocare le nostre carte”.
