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Settore Giovanile | Sala: “Imparare Il Calcio Divertendosi è Il Nostro Obiettivo”

La rinascita calcistica del Lumezzane sta coinvolgendo anche il settore giovanile che oggi vanta numerose squadre e anche un settore femminile. Per conoscere al meglio il settore giovanile rossoblù abbiamo intervistato il Responsabile generale Cristiano Sala, già responsabile all’A.C. Lumezzane e al Chievo Verona, per conoscere nei dettagli l’importante lavoro volto alla crescita dei giovani atleti.

 

Su quali principi si fonda la filosofia di crescita del calcio giovanile lumezzanese?

Vogliamo creare un’identità societaria dentro e fuori dal campo, in modo tale che ogni ragazzo/a o bambino/a si riconosca e contribuisca alla crescita del movimento del settore giovanile. Strutturare la crescita di un settore giovanile significa programmare un lavoro che deve passare attraverso la creazione di una metodologia che vada a perseguire diversi obiettivi in vari ambiti, dall’impostazione di una certa etica comportamentale allo sviluppo di determinati principi di gioco.

 

Com’è strutturato il settore giovanile del Lumezzane?

In questo momento abbiamo una scuola calcio mista, che comprende sia bambine sia bambini, poi l’attività di base composta di otto squadre, di cui una femminile. Infine c’è l’attività agonistica che è composta di quattro squadre maschili e una femminile. Coordinare e gestire questa ventina di squadre è abbastanza impegnativo e per questo motivo abbiamo a disposizione un responsabile logistico, mentre per la parte prettamente da campo, abbiamo un responsabile tecnico. Il comparto femminile ha una sua responsabile, cosi come anche la scuola calcio.

Un settore giovanile in crescita deve essere attento anche alla scoperta di nuovi talenti, quindi esiste un’area scouting affidata a un responsabile.

Tornando alla parte di campo, abbiamo una trentina di allenatori e istruttori con i quali interagiamo molto affinché la metodologia interna sia curata adeguatamente. Un grande contributo per raggiungere certi obiettivi è fornito anche dai nostri dirigenti responsabili presenti in ogni singola squadra. A completare lo staff tecnico, infine, ci sono da quattro preparatori dei portieri e tre preparatori atletici-motori.

 

Quali sono gli obiettivi del settore giovanile rossoblù?

L’obiettivo principale che noi tutti ci siamo prefissati è che i ragazzi e i bambini vengano al campo e si divertano. Vogliamo che i nostri tesserati imparino il calcio divertendosi: questo è l’obiettivo principale che ogni settore giovanile dovrebbe avere.

La nostra metodologia impone l’insegnamento di un calcio dinamico, offensivo e propositivo. Con questa filosofia si può lavorare sul ragazzo in modo positivo, confidando nella sua disponibilità, nella sua partecipazione propositiva, nell’autostima e nella sua capacità di assumersi responsabilità nello scegliere una giocata. L’obiettivo dev’essere quello di far acquisire al giocatore una maggiore velocità di decisione durante la competizione creando un giocatore “pensante”, capace di unire rapidità e sicurezza nelle scelte di gioco secondo il variare dei tempi, degli spazi e delle situazioni in genere. 

Da un punto di vista umano, sappiamo di avere sui nostri campi uomini e donne del futuro e quindi ci mettiamo tutta la nostra buona volontà affiancandoci alle famiglie e sostenendole nell’impegno della crescita dei loro figli.

 

Avendo maturato un’esperienza formativa in una società professionistica nota per la bontà del suo settore giovanile come il Chievo, pensi che si possano applicare i medesimi principi anche in un contesto di dimensioni più contenute? Se sì, in che modo?

La nostra società è in una situazione di crescita e l’obiettivo che ci siamo posti guarda a un calcio professionistico. La mia esperienza dei due anni a Verona, ma ancor prima dei dodici anni “professionistici” nel Lumezzane, mi spinge sicuramente ad alzare l’asticella per raggiungere un determinato obiettivo. Indipendentemente dalla categoria in cui ci si trova, sono convintissimo che la programmazione e la qualità delle persone, abbinata alla passione, siano fondamentali. Non ci poniamo limiti: stiamo pensando di far nascere altre scuole calcio in provincia; inoltre la nostra metodologia sta “accattivando” sempre più allenatori esterni. 

Con l’aiuto di tutti, il nostro settore giovanile sta diventando un punto di riferimento per diverse società calcistiche. Basti pensare che oltre alla doverosa formazione interna ai nostri allenatori, stiamo facendo formazione in esterna ad altre realtà sportive. 

Per tutti è un momento delicato, ma ancor di più per i giovani ai quali si stanno chiedendo tanti sacrifici. Quali emozioni hai percepito dal contatto quotidiano avuto con loro?

In questo difficile momento storico la nostra attenzione va ai ragazzi che a causa delle giuste restrizioni, sono costretti ad affrontare tanti sacrifici. Ripensando all’entusiasmo e alla passione vissuti nella fanciullezza e nell’adolescenza, mi rammarico nel percepire il senso d’incredulità e di smarrimento che provano i nostri giovani atleti obbligati ad allontanarsi dalle loro abitudini e dai loro amici in questo secondo lockdown, e questo fa molto male.

 

Che cosa suggerisci ai ragazzi per affrontare nuovamente un periodo di pausa forzato?

A tutti suggerisco tantissima pazienza e di riuscire a organizzare nella maniera più sana possibile la giornata, di mantenere un contatto con gli amici e le persone care. Per quanto ci riguarda, cerchiamo di star loro accanto stimolandoli con sedute di allenamenti ed esercitazioni che inviamo sui canali social e anche con qualche call di gruppo che ci permette di sentirci e di vederci.

 

Qual è la tua speranza per questa stagione infinita?

La speranza è ovviamente quella di ricominciare il prima possibile in presenza. Vorrei fare un in bocca al lupo a tutti i ragazzi e a tutti i collaboratori del settore giovanile nonché a tutta la società, raccomandando di sostenerci l’un l’altro come si fa in campo, tra compagni e avversari, nei momenti di difficoltà.

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